Domande? Tavar è tutta l’esperienza nel parquet a vostra disposizione.

In genere la scelta del pavimento di legno viene fatta in base a criteri estetici (colore, venature, trattamenti) e al tipo di utilizzo previsto per il pavimento stesso.

Prima della scelta del colore, però, è consigliabile pensare a dove andrà posato il pavimento e a come vivrà nell’ambiente.
Non va dimenticato che l’umidità e la temperatura dell’ambiente incidono molto sulla stabilità del legno, ovvero sulla perfetta tenuta in varie condizioni climatico/ambientali, per questi motivi spesso conviene scegliere legni di buona stabilità e media durezza.

Perchè scegliere un pavimento in legno?

Buon isolamento termico.
Buon isolamento acustico.
Resistenza all’usura, in dipendenza della intensità del calpestio. Sono in legno i pavimenti dei più famosi musei e teatri del mondo, come il Louvre di Parigi e la National Gallery di Londra, la Scala di Milano e il Metropolitan di New York. Inoltre le intrinseche doti di durezza e di elasticità fanno preferire il pavimento in legno per ogni tipo di impianto sportivo: palestre, palazzi dello sport, piste per velodromi e per bowling.
Economicità. Considerata la sua lunga conservazione, in funzione anche della facilità di ripristino e di riparazione, il pvimento in legno è sicuramente, tra tutte le pavimentazioni, quello che consente, nel tempo, il massimo ammortamento del costo iniziale.
Facilità di manutenzione. Trattamenti della sua superficie con appositi prodotti consentono un’eccellente conservazione e un’ottima pulizia con il minimo impegno di manutenzione

Quali sono le caratteristiche del "parquet multistrato" ?

Si tratta di una serie di strati in legno che subiscono varie lavorazioni dalla calibratura alla levigatura, passando dalla lavorazione ai lati per ottenere l’incastro a maschio e femmina fino ad arrivare alla verniciatura. E’ composto da uno strato superiore detto “strato nobile”, che è la faccia calpestabile del “parquet multistrato”, mentre gli strati sottostanti hanno il compito di mantenere il pavimento stabile contrastando la sua naturale reazione alle condizioni ambientali. Queste caratteristiche rendono il “parquet prefinito” o “multistrato” ideale per qualità e durabilità nel tempo ed estremamente facile e veloce da montare.

Quali sono i metodi di posa del parquet?

In base alla modalità di fissaggio al sottofondo, possiamo distinguere tre diversi metodi di posa:

Incollaggio è in assoluto il sistema più utilizzato, poiché con la continua evoluzione tecnica e prestazionale dei collanti garantisce ottimi risultati nella installazione dei formati più diffusi ed ormai anche di quelli di grandi dimensioni.
Flottante
è in pratica una variante del sistema di sovrapposizione: gli elementi che compongono la pavimentazione sono semplicemente appoggiati su di un sottofondo che può essere di qualsiasi tipo. Per assicurare la loro connessione, è indispensabile che essi abbiano l’incastro a maschio e femmina ed opportuno fare scorrere in corso di posa in opera un “filo” di collante negli incastri stessi. È indispensabile che le liste siano autoportanti e stabili: condizione che si ottiene solo nei parquets a più strati in plance di grandi dimensioni, e prefiniti.
Chiodatura
è utilizzata per fissare listoni ed elementi massicci con incastro a maschio e femmina aventi di norma spessori complessivi superiori a 18mm. È un metodo abbastanza costoso poiché, oltre ad un’elevata componente di manodopera, presuppone sottofondi con orditure lignee; tuttavia esso dà ampie garanzie di durata ed affidabilità per tutte le pavimentazioni massicce di notevole spessore e grandi dimensioni.

Parquet tradizionale e parquet prefinito, qual è la differenza?

Il “Parquet tradizionale” o “massello” è un pavimento realizzato da vari elementi tutti della stessa specie legnosa. Solitamente si varia dai 10 ai 22 mm di spessore tutto in essenza. Il “parquet prefinito” è invece composto da due o più strati di legno diverso, Abete e Betulla sono quelli che vanno per la maggiore. Lo strato nobile (la faccia calpestabile) dei “parquet prefiniti” non deve essere inferiore ai 2,5 mm di spessore.

Qual è l'umidità del legno?

Nel legno è sempre presente una certa quantità di acqua (umidità), a eccezione di quando viene completamente essiccato, ossia portato allo stato anidro (privo di acqua). Il legno, qualunque umidità possegga, tende sempre a equilibrare la propria umidità con quella dell’ambiente in cui si trova. Il contenuto di umidità riveste una particolare importanza in quanto la variazione di umidità è responsabile dei movimenti del legno (ritiro, se il legno perde umidità; rigonfiamento, se il legno assume umidità).
Il limite di umidità, sotto il quale il legno inizia il proprio ritiro viene detto punto di saturazione delle pareti cellulari e si aggira intorno al 30% del peso secco.
Per maggiore chiarezza, si può dire che, se il legno mantiene un’umidità superiore al 30%, non presenta nessuna variazione dimensionale, mentre, se la sua umidità scende sotto il 30%, esso inizia a ritirarsi.

Come procedere per realizzare la posa su massetto riscaldante?

Il riscaldamento deve essere spento almeno 5/6 giorni prima della posa del pavimento e la temperatura superficiale del massetto al momento della posa deve essere circa 15/20°C con un’umidità ambientale massima del 65%.
L’umidità del parquet deve essere attentamente controllata prima della posa, per verificare che non sia superiore ai valori massimi ammessi. Nella posa di pavimenti galleggianti, va considerata la resistenza termica dello strato di isolamento acustico ( di circa 2,5 mm di spessore) che va posto sotto il pavimento.
Nella posa con colle è consigliabile mettere per alcuni giorni in funzione il riscaldamento prima di iniziare a levigare il parquet; questo allo scopo di permettere un assestamento del pavimento prima della stuccatura

Chi sceglie Tavar si assicura prodotti di qualità destinati a durare nel tempo.

Le geometrie di posa del parquet.

Le geometrie di posa dipendono dalla conformazione degli elementi lignei: i listoni e in genere gli elementi più allungati si prestano a disposizioni abbastanza uniformi, come quelle a “cassero regolare“, in cui le tavole vengono posate in modo da formare strisce orizzontali o diagonali, o a “tolda di nave“, con andamento più irregolare.
Tra le geometrie più lineari c’è la “spina di pesce”; le tavolette di dimensioni più ridotte possono dare origine a forme più complesse, giocando anche sull’accostamanto di legni di diverse specie, tonalità, colori.

A cassero irregolare o a tolda di nave o a correre.

I singoli elementi anche di differenti lunghezze, vengono posati disponendoli nel senso della loro lunghezza, in modo che le giunzioni di testa avvengano in posizioni del tutto irregolari e variate l’una rispetto all’altra. Per questa geometria di posa si procederà in due modi:

  • elementi paralleli alle pareti
  • elementi in diagonale

A cassero regolare.

I singoli elementi vengono posati disponendoli nel senso della loro lunghezza in modo che le giunzioni di testa avvengano nella stessa mezzeria o comunque in posizione costante rispetto a ciascun elemento costituente la fila precedente.

A spina di pesce.

Gli elementi che compongono la posa a spina di pesce sono caratterizzati da forma rettangolare e uguali dimensioni, sono posati a 45 gradi rispetto alle pareti. Il parquet richiama figurativamente la spina del pesce da cui prende il nome tale geometria di posa.

A spina ungherese.

Nella posa a spina ungherese la caratteristica è che ogni singolo elemento ha i due lati corti tagliati con inclinazione a 45 gradi o 60 gradi rispetto ai lati lunghi. Le modalità di posa sono le stesse applicate per la posa a spina di pesce. Anche in questo caso si possono scegliere delle essenze diverse per evidenziare le due aree del parquet.

La scelta della specie legnosa.

La scelta del pavimento di legno viene fatta in base a criteri estetici (colore, venature, trattamenti) e al tipo di utilizzo previsto per il pavimento stesso.

Nelle specie legnose è possibile scegliere tra: legni con venature più o meno accentuate, trattamenti cromatici a piacere, trattamenti superficiali opachi o lucidi, trattamenti superficiali lisci o spazzolati.

Ci sono legni che cambiano di poco il proprio colore nel tempo, come ad esempio i legni europei e sudamericani, ed altri che nel tempo diventano più scuri, come i legni africani (ad esempio Iroko, Doussié, Afrormosia) a causa dell’ossidazione, cioè del processo di variazione cromatica per esposizione ai raggi UV.